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"L'unione fa la forza"

FestaAlbero

Questo autunno tiepido e soleggiato ha coronato l'idea delle insegnanti della M. Ortigara di articolare la festa dell'albero su un'intera settimana.

Tutti i bambini della scuola sono stati coinvolti nella proposta.

 Qualcuno ha realizzato lavori artistici sullo stile dell'Arcimboldo o alberi autunnali; qualche altro ha indossato i panni del giardiniere per piantumare, pulire il giardino, potare i cespugli; qualche altro ancora è andato a caccia di indizi autunnali per giungere alla scoperta di un tesoro nascosto...

 

 

Grazie alla collaborazione di due mamme (Maria e Nicoletta) si è anche realizzata un'attività comune all'intero plesso: la lettura animata e la creazione della "vite M. Ortigara".

Eccovi alcune foto che però hanno un grosso limite: non riescono a trasmettervi i sorrisi e la gioia dipinta sui volti dei vostri bimbi durante lo svolgimento delle varie attività.

 Adele 

 

Attività in cortile

 

 

Lavori

 

 

Lettura Animata

 Moltissimi anni fa la vite non produceva grappoli d’uva. Era una pianta ornamentale, come tante altre. Al centro di un piccolo orto cresceva una bella vite, di rami e di foglie. Questa magnifica pianta riceveva in abbondanza la luce del sole e ne traeva un grande beneficio. I rami della vite si allungavano sempre di più sopra i seminati dell’orticello e li coprivano con la loro ombra. L’ortolano si preoccupava: "Anche le piantine hanno bisogno di sole" diceva tra sé "è necessario che io poti la vite". In un giorno grigio e nuvoloso, l’ortolano tagliò con energia i rami più lunghi della bella pianta ornamentale e tolse le foglie più grandi dagli altri rami.

La vite pianse e ne soffrì. Quando scese la sera, un usignolo si posò delicatamente sopra un ramo della vite e cominciò a cantare per confortarla. Il canto era così dolce, che la pianta provò una sensazione di benessere. Le sue lacrime si impregnarono di dolcezza e rimasero lì, sui rami, come piccole perle. La notte lentamente si dileguò. All’apparire del giorno, il sole avvolse la vita con i suoi rami tenui e tiepidi. Allora, come per incanto, la pianta sentì scorrere in sé una linfa nuova. Le sue lacrime, belle come perle, cominciarono a trasformarsi in piccoli frutti: i primi chicchi d’uva. Un venticello scherzoso passò rapidamente tra i rami della vite e riunì i chicchi d’uva in grappoli, più o meno grandi. Il sole a poco a poco li maturò.

 

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